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Masseria La Scalella
Strada Provinciale 141
Manduria (TA)
Italia

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Masseria La Scalella o Scaledda

E' adagiata sulle Serre della Marina lungo la provinciale “Tarantina”. In un privilegio de1 1172 del re normanno Guglielmo il Buono questa contrada viene citata come facente parte della grancia di San Pietro in Bevagna (delimitata da un muraglione). Alla masseria si accede tramite un portale ad arco che immette in un corridoio centrale in cui ai lati, si dispongono locali destinati ad ospitare gli animali. Il complesso masserizio è composto da un corpo di fabbrica imponente, realizzato in un cortile piccolo rispetto al fabbricato. Una torre, difesa da caditoie doppie sui lati più vulnerabili, è la parte primaria della masseria. Essa ha l’accesso alto, che si raggiunge tramite una scalinata a doppia rampa in pietra dura. Alla torre, nel tempo, sia ad est che ad ovest sono stati accorpati dei fabbricati, che insieme ad essa compongono il complesso masserizio. L’intero fabbricato della masseria è predisposto al 1° piano ad ospitare i signori del luogo, a pianterreno i pastori e gli animali; vi sono poi vani per la lavorazione del latte. Le volte dell'intero complesso masserizio sono a botte e a stella.

Nei terreni di pertinenza di questa masseria vi sono due cisternoni. Uno a pochi metri dalla masseria, l’altro un po’ distante nella macchia, ancora molto diffusa in questa contrada: entrambi sono forniti di abbeveratoio per gli animali. Il principe Imperiali di Francavilla comprò nel XVII secolo una difesa appartenente alla famiglia De Donno. Tale difesa fu accorpata alla Masseria la Scalella acquistata dagli Imperiali nel XVIII secolo. In quel periodo 1a masseria possedeva un notevole numero di animali da tiro e da allevamento, circa 100 tomoli coltivabili e 200 tomoli a macchia, sicuramente utilizzati a pascolo. Nel 1804 Masseria la Scalella possedeva 360 tomoli, tutti macchiosi. Giovanni Schiavoni nel 1827  divenne proprietario di detta masseria. Suo nipote, ne1 decennio 1840-50, portò a termine 1a ristrutturazione di vecchi locali nella masseria accorpando nuovi fabbricati e formando Masseria la Scalella come oggi noi 1a vediamo.

Il perimetro dei terreni che nel XIX secelo erano di pertinenza di Masseria la Scalella si può ancora verificare sul terreno seguendo un muro a secco costeggiato da colonne in muratura. Oltre alle colonne, lungo i1 percorso di tale muro, si possono vedere delle “finete” in pietra locale, quasi tutte alte un metro circa dal livello di calpestio, con segni sulla testata. Tale muro parte da contrada Urmo e costeggia contrada Trecento Tomoli, Masseria la Scalella e il bosco di Rosamarina, per finire sulla provinciale “Tarantina”.